
Un giovane amico ci consiglia:
“Minimalism, è un documentario che mostra stili di vita alternativi in cui il primo principio, la regola fondamentale, è lo star bene con sé stessi possedendo il minimo indispensabile in termini di oggetti materiali. Una condanna al consumismo, all’ideale dell’ “American dream”, dove si è insidiata l’immagine che la felicità sia direttamente proporzionale alla quantità di denaro che si possiede. Oggi, se si chiede quale sia la bella vita, la risposta più ovvia sarà sicuramente avere un lavoro ben pagato e dei beni materiali di valore. Nella società capitalistica e consumistica si è perso il rapporto con sé stessi e con la propria anima, generando grandi vuoti interiori che vengono colmati cercando un piacere momentaneo dato dagli oggetti.
La realtà è che la felicità non si può comprare. Siamo continuamente sommersi da pubblicità che ci invita a comprare telefoni, macchine, case e viaggi che non ci si potrebbe permettere, ma che la nostra cultura identifica come felicità. Nessuno ne è esente, siamo tutti parte di questo sistema perché la nostra quotidianità lo impone ed è perciò necessario riflettere più volte se una nuova macchina, un nuovo telefono o una vacanza siano indispensabili per noi in quel momento.
Minimalism analizza in modo preciso questa problematica e ci fa ragionare su quanto sia necessario cambiare abitudini e riappropriarci del rapporto con il nostro sentire e le nostre emozioni.
Natan
