Ben trovate anime lunghe.
Cominciamo oggi una nuova serie di incontri, degli appuntamenti con articoli/ lezioni per portare a conoscenza nuovi concetti e punti di vista, affinché possiamo costruire insieme, in un percorso consequenziale, gli strumenti da utilizzare per trovare nella vostra esistenza il piacere di vivere.
Il primo strumento da conoscere e imparare ad utilizzare al meglio è la meditazione, ed è importante capire che cosa intendo con questa parola.
Dovete sapere che tutti sapete meditare e lo fate spesso durante le vostre giornate, pur non avendo coscienza di farlo. In molti momenti della vostra giornata meditate: fantasticare, fare un ragionamento finito, guardare affascinati un tramonto, ascoltare il suono del bosco o i rumori della vostra casa prima di addormentarvi la sera, seguire un pensiero, ascoltare assorti qualcuno che vi parla. Tutte queste attività sono un tipo di meditazione. Quando state pensando di fare un discorso ad un vostro amico, o come aggiusterete il rubinetto di casa vostra, oppure come passerete le vacanze di Natale, o anche che cosa preparerete per cena, queste sono tutte un tipo di meditazione. Nell’assurdo, tutti dite che non sapete meditare, ma lo fate centinaia di volte al giorno. È importante che ve ne rendiate conto, perché vi aiuta a comprendere come meditare nell’altro modo, cioè nel silenzio.
Dirvi: “Io non so meditare”, vuol dire chiudervi fuori da una possibilità, non darvi modo di utilizzare al meglio ciò che già sapete perfettamente fare in modo assolutamente incontrollato. L’affermazione: “Non so, non sono capace”, per me Damiano significa non voglio, e per le vostre menti significa: “Non è possibile, non ci riuscirò mai”. È importante che impariate a non dire, “Non lo so fare” su nulla, perché non è vero. Quando credete di non sapere fare qualche cosa o davanti a ciò che non conoscete, dovete dire: “Non ho ancora imparato”. Perché certe affermazioni sono comandi che vi depotenziano e imprigionano all’interno degli schemi mentali che vi hanno impiantato. Semplicemente cambiando affermazione, abbattete i vostri limiti imposti.
Quindi ricordate che: “Io so meditare, perché tutti i giorni della mia vita, in tutti i momenti, io medito”, senza saperlo, senza controllo.
Purtroppo si tende a sottovalutare la meditazione e a renderla una cosa irraggiungibile e da “santoni”, mentre è importante imparare a meditare al meglio ed è anche facile nel momento in cui comprendete di saperlo già fare. La meditazione è uno degli strumenti per raggiungere l’equilibrio più alla portata, e tutti riuscirete ad imparare a convogliare la meditazione. Ovviamente più si medita più si impara.
All’inizio è inutile pretendere di fare meditazione per lunghi tempi, mentre è necessario utilizzare pochi minuti al giorno, anche soli due, per convogliare l’energia del pensiero. Essere coscienti di ciò che si pensa, mantenendo un contatto “visivo” con le immagini di ciò che si sta riflettendo, è già meditazione. Non dovete cercare di fare meditazioni extragalattiche se prima non avete imparato ad avere il contatto quotidiano con ciò che pensate.
Saper distinguere il flusso dei vostri pensieri, comprendere ciò che la vostra mente vi racconta e decidere quali sono i pensieri da perseguire e dare corpo, è il primo passo verso la meditazione. Utilizzando il vostro chiacchiericcio mentale per imparare a convogliare l’energia del pensiero vi porterà, piano piano, a raggiungere il silenzio e infine cominciare con la meditazione.
Questo è l’unico percorso da seguire se volete imparare a meditare: partite da ciò che avete, imparate a conoscere ciò che è innato in voi, educate e governate le vostre peculiarità. Quando decidete di darvi un tempo per meditare dovete sapere, prima di cominciare, cosa volete ottenere. Volete risolvere un problema? Volete rilassare il corpo? Volete rilassare la mente? Volete ricevere il vostro Se interiore? Volete ottenere una risposta per un vostro problema?
Nella pratica, per cominciare, partite da questi semplici esercizi:
Punto I: capire che cosa vi serve in quel momento;
Punto II: avere ben chiaro che cosa volete ottenere dalla meditazione;
Punto III: importantissimo e necessario, prima di cominciare la meditazione, fare il “vuoto mentale”.
La parte più lunga, ma necessaria, è imparare il vuoto mentale, e per far questo è indispensabile un allenamento quotidiano. Il vuoto mentale vuol dire non pensare a niente, non seguire i pensieri, cercare di far tacere il chiacchiericcio mentale. Per riuscire a ottenerlo c’è un sistema facilissimo ed infallibile.
I Esercizio del vuoto mentale – base:
Durante la giornata prendetevi dei tempi, 2 minuti per iniziare, poi aumentate man mano che vedete che non faticate a mantenere i minuti. Nel corso di questo tempo ponete attenzione a ciò che la vostra mente vi propone. Stoppate i pensieri, fermateli tutte le volte che si presentano, con molta gentilezza ma determinazione dicendovi: “Adesso non posso, dopo ci penserò”. Non è necessario restare fermi per fare questo esercizio: lo potete fare mentre guidate, mentre fate qualche lavoro ripetitivo, mentre fate il bagno o aspettate qualcuno.
II Esercizio del vuoto mentale – medio:
IIn questo esercizio è necessario essere in posizione comoda e nel silenzio. Sempre per un paio di minuti mantenete lo sguardo fisso sulla fiamma di una candela o su un disegno di mandala o su un punto disegnato su un foglio bianco o su un’immagine di Santi o Maestri (Gesù, Budda, ecc.), posta alla distanza di un braccio da voi e all’altezza dei vostri occhi. Mantenete l’attenzione e controllate i vostri pensieri.
III Esercizio del vuoto mentale – avanzato:
Anche in questo esercizio è necessario essere in posizione comoda e nel silenzio. Visualizzate dentro di voi, come fosse tra le sopracciglia, per alcuni minuti (sempre partendo da due) una lavagna nera o bianca completamente vuota. Su questa lavagna immaginate di fare un punto al centro o di accendere una fiammella. Mantenete l’attenzione su quel punto.
Durante questi esercizi del vuoto mentale passeranno molte immagini. Questo è normale perché la vostra mente è in continuo movimento, non è abituata a stare ferma. L’importante è capire che cosa sta succedendo: “Ok, lo sto facendo, ho un sacco di pensieri”, quindi riprendere il vostro silenzio e continuare con l’esercizio. È importante nell’esercizio finale, visualizzare la lavagna, o il fuoco, o quant’altro, perché la mente ha bisogno di fissare un’immagine per restare ferma.
Prima di procedere verso l’apprendimento della meditazione, imparare a fare il vuoto mentale è un passaggio necessario molto importante che vi condurrà verso la meditazione vera e propria, ma anche verso la consapevolezza dei vostri pensieri. Come abbiamo già spiegato nell’articolo: http://www.harielagnoli.com/channeling/07-05-2020-messaggio-importante-dai-maestri-di-luce/, conoscere ciò che pensate vi rende liberi e creatori di benessere dentro di voi e intorno a voi.
Buon lavoro fratelli di luce.
Damiano

Ciao ho una domanda..sto facendo l”attivazione del perdono..che diversamente dalla”inizio non mi crea più tutta quella rabbia che mi usciva impedendomi di dormire..a questo punto volevo sapere se si può alternare l’attivazione sul mentale che mi era piaciuta tantissimo.. grazie
Sarebbe meglio qualche cosa di riequilibrante tipo yin e yang o meridiani. Se ti disturba è perché c’è troppa carne al fuoco, metterne altra come il mentale rischi di bruciare tutto.
Ok grazie..
Buongiorno ho visto su google che sta cercando gatta smarrita in zona navedano. Su sei di camnago volta se purtroppo ho letto presenza cane razza rotwiler
Ciao cara, si, lo saputo, infatti la mia micia non è mai più tornata a casa. Inoltre la stessa sera è stato ritrovato in gatto del mio vicino morto per una ferita probabilmente azzannato da un cane. Temo che la mia sia finita nello stesso modo. Grazie molte per la segnalazione, perdonami se ho tardato a rispondere ma è un po’ di tempo che non riesco a guardare il mio blog.
A presto! H.