Lavoro e soldi…sono spirituali?

Ben ritrovati.

Molti di voi vivono nella separazione tra spirito e anima, e ciò assume la sua grande espressione tra la dualità del lavoro ed economia, e la spiritualità. Tendete a vivere l’economia e il lavoro come qualche cosa di basso, sporco, una necessità da svolgere rapidamente, in cui la vostra anima deve essere messa in aspettativa, staccata da voi come qualche cosa di troppo alto per poter essere dimensionato alla vita quotidiana fine a sé stessa. Nella realtà è tutto il contrario, l’espressione del vostro ego è il filo d’Arianna che vi guida verso voi stessi, ed è l’interprete della vostra realtà emozionale, dei vostri condizionamenti, l’ABC di ciò che dovete srotolare per mettervi in contatto con la vostra anima.

Quando il vostro ego vi dice qualche cosa, vi fa sentire una qualche emozione, vi sta raccontando di voi e non lo dovete zittire. Se il vostro ego si arrabbia è perché siete dentro le vostre dinamiche. Dovete portare pace nelle vostre vite, e questo significa non dividere la vostra esistenza tra ciò che è degno di essere vissuto e sentito, e ciò che ritenete sporco e vergognoso. Dovete cominciare a mettere insieme il vostro ego con il vostro sé, ossia la vostra vita quotidiana con la vostra vita spirituale.

Quando provate delle emozioni non le potete nascondere, non le dovete giudicare sporche o sbagliate. Le vostre emozioni vi stanno raccontando chi siete e dove siete, sta offrendovi un quadro preciso della posizione che occupate nella vita, della realizzazione del vostro sé nella quotidianità. Qualunque cosa state provando, è uno specchio che vi permette di osservarvi dentro. Accettatelo, fermatevi e chiedetevi: “Che cosa provo adesso, in questo momento? Io sono questa. Sono anche questa. Non posso fingere di essere qualcun altro, non posso staccarmi dalla mia realtà effettiva per perseguire un sogno, una chimera, una emozione che esiste solo nel momento in cui mi isolo dalla vita e dalla quotidianità. Un qualcuno che esiste e si esprime solo quando ho dei momenti spirituali assentanti, lontani dalla realtà”.

Se non vi allineate con l’obbiettività della vostra esistenza non potete risolverla, perdete il tracciato che vi siete offerti nel momento in cui siete scesi in questo piano ed avete organizzato i limiti da oltrepassare. Zittendo il vostro ego, più cercate di ignorarlo, più diventa forte, più urla. Dovete imparare ad accettare il fatto che siete imperfetti, duali, siete anche la parte materiale. Non siete belli e splendenti solo quando fate pratiche spirituali.

Basando la vostra vita nell’ascetismo, rinnegando la vostra essenza materiale, cancellando la vostra verità sentimentale, fate pochi passi avanti perché non siete veri. Siete spirituali quando integrate e vivete la vostra dualità e sacralizzate la vostra quotidianità: quando lavorate, quando vi arrabbiate, quando vi sentite frustrarti, tristi, sbagliati. Se dividete le vostre vite in sacro e profano, dove sono sacri attimi vissuti lontani dalle vostre realtà, e profano ciò che provate, le vostre emozioni, il vostro quotidiano, vi caricate come molle e schioccate la vostra freccia in una insoddisfazione perenne che vi imprigiona nella vostra infelicità.

Nulla è profano nelle vostre vite, il vostro lavoro, qualunque esso sia, non è cosa da trattare come una espressione corporea necessaria, svalutante, dissacrante, qualche cosa che vi allontana dalla vostra essenza divina. Il vostro lavoro è parte della vostra divinità, è la vostra espressione fisica anche quando non siete soddisfatti, anche se dentro in quella mansione quotidiana non vi sentite espressi. Perché, in quel lavoro che avete trovato (o non trovato), state esprimendo la vostra totale e completa legge personale, limite che siete tenuti ad affrontare, equilibrare, guarire.

Non etichettate come costruttive le esperienze positive, e forvianti le esperienze di sofferenza. Dentro ogni attimo della vostra esistenza, dentro ogni situazione che affrontate, dentro ogni gioia o ogni dolore, c’è in sé quello che siete venuti ad esprimere, a realizzare. E in ogni risoluzione è racchiuso il vostro percorso iniziatico.

Nulla nel vostro mondo non è spirituale, tutto è sacro, e ogni esperienza è costruttiva e fa anima. Tutto dipende da ciò che ne fate, da ciò che costruite attraverso le vostre emozioni e i vostri intenti.

Il vostro mondo è materiale, ha strutture ben definite e leggi fisiche naturali a cui siete assoggettati: il tempo, lo spazio, il bipolarismo, le forze di attrazione, sono le più semplici, e fintanto che ci sarà la vostra dimensione esisteranno fino alla fine dei tempi. Poi ci sono le leggi sociali, le convenzioni, che cambiano e si evolvono a seconda dell’evoluzione dell’intero pianeta. Tali leggi vanno modificate, e le mutate voi esseri spirituali con l’andare del tempo, con l’evolversi delle situazioni. In lentezza ed equilibrio. Le leggi economiche dentro cui il vostro esistere è pregno, è una delle regole sociali più complesse da evolvere perché viaggia su equilibri molto sottili e lenti. Identificare come qualche cosa di maligno i soldi è pericoloso per la vostra stabilità fisica, perché per ora un buon livello economico vi garantisce serenità e saldezza. All’interno della vostra economia, che così come vi viene mostrata è assolutamente un mezzo della parte avversa per tenervi imprigionati e schiavi, siete assoggettati ad un potere perverso più grande di voi. Per questo motivo, per questa rappresentazione scenica che vi è stata imposta, vivete il denaro come qualche cosa di minaccioso che solo attraverso la rinuncia potete estirpare dalle vostre vite, e smettere di correre nella ruota del criceto, in un continuo dare e avere che nulla dà alla vostra serenità. Ma udite, udite, bambini miei, non è il denaro ad essere sporco o sbagliato, non è il denaro che vi tiene imprigionati, ma l’intento che ne date, l’obbiettivo, la realizzazione. Potete scendere dalla ruota del criceto nel momento in cui decidete di variare il vostro atteggiamento. E virare le vostre priorità. Il denaro è una energia neutra, alla quale potete dare una forza, una valenza che è quella che voi volete dare. Rinunciarci, rinnegarlo, significa dare forza alle energie avverse, che si arricchiscono attraverso le vostre stesse rinunce.

Spiritualità e materialità, è ora che assumano un equilibrio dinamico e fluido nelle vostre quotidianità, e il vostro lavoro, il denaro, le vostre emozioni negative, le vostre gioie, le vostre delusioni, le vostre conquiste devono essere intese ed inserite in quel grande bacino d’apprendimento ed esperienza che è la vostra esistenza, sotto tutte le sfaccettature. Sacro e profano fanno parte di un unico otto infinito, ed è solo attraverso l’equilibrio delle due forze che potrete rendere le vostre vite un canto divino e una perfetta rappresentazione della vostra verità più profonda. Se così non fosse, non sareste in questo piano, e non dovreste percorrere la strada della materia per fare anima, e realizzare la vostra divinità.

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