Risposta alla domanda di Roberta.
Approfitto dell’osservazione fatta da Roberta per approfondire il concetto che vi è stato proposto all’inizio della settimana: “Tutto è perfetto, anche quando non capite”.
Per poter comprendere al meglio l’intero discorso, comincio con lo spiegarvi un principio fondamentale, una regola che è alla base del Tutto:
“Il libero arbitrio”.
È necessario comprendere che al difuori del vostro sistema bipolare, nessun essere è superiore ad un altro. Non esiste la forma pensiero del giudizio, né una gerarchia, e neppure un principio di logica simile a quello esistente nel vostro universo. Essendo impostato sul principio della bipolarità, tutta la vostra forma pensiero verte su scale di valori relazionati al bene/male, buono/cattivo, giusto/sbagliato, primo/ultimo. Vige quindi una logica di valutazione e bilanciamento naturale, intrinseco nella bipolarità stessa.
Nella realtà delle cose, vivete confinati in ideologie, sistemi, giudizi, limiti, pregiudizi che poco hanno a che fare con la verità essenziale e universale, dove esiste la legge fondamentale e assoluta del rispetto della vita, proprio perché attraverso l’espressione dell’esistenza, l’essere umano ha la possibilità di esprimere il proprio libero arbitrio, nella totale libertà di pensiero e azione. Se partiste dal rispetto dell’altro, poco senso avrebbero tutti quelli orpelli e regole logiche che si impongono nella vostra esistenza.
Restando focalizzati a quanto detto, vi chiedo di fare uno zoom e allontanarvi per un attimo dalla logica del giudizio e analizzare con me la frase:
“Tutto è perfetto.”.
Roberta dice: Se tutto è perfetto, anche la situazione più difficile quindi va bene, allora anche l’esistenza di situazioni irrisolte va bene. Allora perché l’anima cerca l’equilibrio delle polarità al punto di riviverle all’infinito per risolvere memorie irrisolte…?
Immaginiamo che tutte le esperienze che l’anima compie attraverso le reincarnazioni siano circuiti elettrici: ogni circuito elettrico è un cerchio, dove l’inizio e la fine non hanno separazione. Nella situazione in cui l’esperienza non ha creato traumi, si presenterebbe così:

In questo caso il circuito energetico, essendo completo e chiuso, produce energia utile all’anima, la quale può aumentare il suo potere vibrazionale, energia necessaria per salire nella scala evolutiva.
Nel caso in cui un’esperienza non sia stata completata, il circuito energetico ha un’interruzione, e l’energia prodotta dall’esperienza non circola, rendendo inefficace l’intero circuito:

In questo caso non essendo chiuso, il circuito non crea nessun tipo di energia, e l’esperienza non è utilizzabile.
Deve essere chiaro che solo le esperienze traumatiche restano in sospeso, quelle situazioni dove il vostro ego non è riuscito a elaborare e mettere in equilibrio l’accaduto. Un’esperienza traumatica non è relativa alla gravità della situazione stessa, ma da ciò che l’ego non ha compreso, e non ha quindi elaborato e accettato. Per intenderci, lo smarrimento dell’orsacchiotto preferito per un bambino, se non aiutato a comprendere il fatto da un adulto, può diventare un’esperienza non elaborata che interrompe il circuito esperienziale.
Partendo da questa visione, vi sarà più chiaro che poiché il senso della vita nel vostro universo bipolare è creare circuiti energetici utili per l’avanzamento vibrazionale del vostro spirito, vi parrà maggiormente visibile la logica che nella sequenza delle vite fa parte del gioco avere situazioni irrisolte, e l’anima torna più volte nella stessa dinamica pur di chiudere il cerchio e aumentare il proprio valore spirituale. E si, anche questo risulta essere perfetto nel criterio dell’incarnazione come accrescimento vibrazionale, dove la perfezione non è sinonimo di staticità, ma di crescita e miglioramento.
Roberta prosegue la sua osservazione dicendo:
“Se tutto va bene così com’è, allora una persona inconsapevole, che non sente o decide di non sentire il bisogno di riequilibrio della sua anima, ha già terminato il suo ciclo senza dover attraversare il dolore?
Nel vostro mondo non avete la capacità di vedere l’ampiezza che sta in ognuno di voi, ed è perciò facile cadere nell’inganno del giudizio, forma pensiero che nella vostra realtà di vita è fortissima e predominante. La prima cosa da chiedersi è come potete definire facile l’esistenza di qualcun altro? L’anima propone al corpo l’esperienza che il vostro ego e la vostra psiche sono in grado di affrontare. Questo potrebbe significare che ci sono anime estremamente giovani e inesperte del mondo bipolare, dove anche un’unghia incarnita risulta essere traumatizzante. Oppure potrebbe essere la compensazione di una vita estremamente complessa e sofferente, oppure….quante altre alternative ci possono essere in una realtà energetica infinita?
Esiste sempre una logica globale dove infinite sono le possibilità, e i vostri occhi e i vostri codici di interpretazione non possono arrivare a comprenderle.
Roberta conclude il suo meraviglioso intervento dicendo:
In tal caso la sua vita priva di consapevolezza o di volontà di esserlo serve solo come prova di evoluzione per un’altra anima?”
Ogni cellula di Dio (ogni essere) ha il compito di creare uno stato di coscienza sempre più ampio per sé stessa, ed è solo nel momento in cui la cellula ritorna all’Uno (Dio) che la crescita del singolo diventa comune a tutto il sistema. Nel percorso, fermo restando che tutto è Uno e in voi c’è il tutto, la strada è della singola anima, ed ognuno è chiamato a evolvere. A modo proprio, e con i propri tempi.
Ci sono tra le persone, le cose e le situazioni, correnti di energia che passano e si intersecano. Vivete in una griglia di linee energetiche che vi trasportano nel procedere della vostra esistenza. Ogni essere vive in questa rete con una calamita in tasca ed è ovvio che venga attirata, e richiami a sé tutto ciò che è compatibile e utile al proprio progresso. In questo senso, quell’anima di cui parli, ai tuoi occhi priva di consapevolezza e volontà di crescita, ti è stata funzionale nel tuo percorso di consapevolezza in molteplici dimensioni, ed è perciò stata utile e preziosa. Questo non significa che si debba restare impigliati in quella persona o situazione per sempre. Spesso lo sforzo di uscirne fa parte proprio della chiusura di quei circuiti energetici di cui abbiamo parlato prima.
L’affermazione che “tutto è perfetto”, significa che c’è una logica che esula dal senso comune del pensiero bipolare, che non è comprensibile dal pensiero lineare delle vostre menti. Significa anche che nella verità del libero arbitrio, ogni essere può scegliere per sé ciò che ritiene meglio nel passaggio di questa esistenza. Perché nulla e nessuno può giudicare le scelte dell’anima di altre persone, e nemmeno pensare che la verità stia da qualche altra parte, se non nella libera espressione di sé stesso. Non potete avere l’ampiezza per comprendere le scelte dell’anima, tanto meno quelle di qualcun altro.
Grazie Roberta per la tua preziosa riflessione, spero di aver risposto in modo chiaro alle tue domande. In caso contrario, insisti e poni altre osservazioni.

Come sempre magicamente svisceri un argomento che in questo momento mi attraversava
Tutto va bene ……ok ma tutto va bene
veramente bene così come io sto’ vivendo e tutto ciò che provo ?
Grazie mi manchi !
Cara amica mia,
non ti può mancare ciò che hai.
D.