Grazie alla nostra amica Simona che ci suggerisce questo meraviglioso libro

Un libro che ho letto di recente e che ho trovato interessante si intitola:
“Quel che affidiamo al vento” di Laura Imai Messina, edizioni Piemme
L’autrice è un’Italiana trapiantata in Giappone per motivi di studio e di lavoro, ora sposata con un giapponese.
La storia è un romanzo, che però ruota intorno ad un luogo realmente esistente nel nord- est del Giappone; Bel Gardia, un’ immenso giardino al cui centro è installata una cabina con un telefono, non collegato, che trasporta le voci nel vento.
Da tutto il Giappone arrivano ogni anno migliaia di persone che hanno perduto qualcuno e che alzano la cornetta per parlare con chi è nel aldilà.
Anche la protagonista del romanzo arriva a Bel Gardia con questo intento, poi dopo un incontro particolare, la sua vita prenderà una svolta impensabile
Mi ha incuriosito scoprire come anche per i giapponesi, così pragmatici e materialisti, sia importante la condivisione del dolore, pur solo con il vento, per dare inizio alla propria guarigione.
Mi è piaciuto come nella storia viene mostrata la possibilità per chi ha subito grandi sofferenze di rialzarsi e con voglia e determinazione di riprendere in mano la propria vita e tornare a gioirne
N.d.R: Spero mi perdonerai se mi permetto di fare una chiosa. Ho avuto per anni dei vicini di casa trapiantati in Italia dal Giappone negli anni 60. Persone di una gentilezza, discrezione, eleganza imparagonabili. Grazie a loro amo profondamente la cultura giapponese, con tradizioni millenarie e radicate ancora oggi. Vero, sono persone pragmatiche e disciplinate, ma secondo il mio parere non si può dire siano materialisti.
