Buon giorno anime lunghe
Diamo con questo articolo risposta alle molte curiose domande di Simona:
“Quando un animale si prende una nostra malattia, lo fa come scelta consapevole?
– Quando un animale si incarna decide già il suo fine vita?
– L’animale reincarnato può avere ricordi delle vite precedenti?
– Per l’umano è diversa la sofferenza quando muore il suo animale di potere rispetto a un animale di compagnia?
– Per l’animale è una scelta consapevole fare l’animale di potere?
– Gli animali si incarnano anche su altri pianeti?
– È l’animale di potere che sceglie il suo umano o sono accordi presi prima dell’incarnazione?”
I vostri compagni di viaggio, di qualunque razza essi siano, cani, gatti, uccellini, conigli o quant’altro, non hanno un mentale formato come quello degli esseri umani, non fanno ragionamenti ne sensati ne insensati, non hanno emozioni strutturate e ragionate, sono puro istinto, sono pura risposta alle situazioni, e sono amore puro, senza interessi. Un gatto se non lo ami, se non ha una situazione ottimale nel quale vivere, con ogni probabilità se ne ha occasione, semplicemente se ne va, e cerca un luogo che lo faccia stare bene. Un cane invece rimarrà fedele al padrone senza ritegno ne dignità. Sia il cane che il gatto non fanno un ragionamento logico, non si fano problemi morali, educativi, sociali. Semplicemente seguono un istinto che è innato, privo di ogni logica mentale e calcolatore. Loro, semplicemente sono. Perciò non “prendono la malattia” del loro umano seguendo il principio della generosità o del sacrificio. Semplicemente per osmosi, per risonanza vibrazionale, assorbono la vibrazione disarmonica per cederne una armonica, senza porre limiti, ragionamenti e senza nessuna aspettativa. Non sono consapevoli nemmeno di farlo.
Per quanto riguarda il discorso reincarnazione è un principio molto diverso rispetto all’essere umano. L’animale non ha Karma, non è sulla terra per comprendere e ampliare sé stesso, perciò non ha ricordi karmici, e non ha ricordi intesi come li intendete voi umani: ha istinto, ha vibrazioni, ha una matrice fisica, ma non ha un bagaglio culturale e mentale. L’animale di potere segue il suo umano, dovunque esso sia, in qualunque tempo o dimensione, in qualunque pianeta o livello vibrazionale, ovviamente assumendo forme diverse a seconda dove si trovi. Non ci sono accordi particolari tra l’umano e il proprio animale di potere, uno è una parte della vibrazione dell’altro, si può intendere come un’arma vibrazionale che fa parte dell’energia stessa dell’uomo, ed è un alleato strettissimo e preziosissimo. Un animale di potere in un certo senso non ha una fine vita, perché semplicemente cambia il vestito tutte le volte che è logoro e inutilizzabile, con la stessa leggerezza con cui un umano cambierebbe la maglietta o un paio di scarpe. Non c’è in lui la paura della morte, e quando lascia il corpo la transazione è immediata, sia in una direzione (vita/morte) che nell’altra (reincarnazione). La sua fine non è programmata a priori, come del resto la vostra fine di esseri umani non è pianificata in anticipo. Durante le vostre esistenze si aprono molte porte che vi potrebbero traghettare dall’altra parte, sta a voi scegliere quando è utile fare il passaggio.
Nella pratica tutti gli animali di compagnia sono di potere, semplicemente sono in attesa di ricongiungersi con il proprio umano di riferimento, e nell’attesa, sono animali di compagnia.
Per quanto riguarda la sofferenza dell’umano alla perdita del proprio animale di potere dovreste essere voi a dirmelo, ma penso sia una sofferenza maggiore poiché tra umano e animale di potere c’è un’affinità elettiva e una sintonia unica, che nessun altro animale sa dare.
Credo di aver risposto a tutte le domande, perciò vi saluto e vi attendo con altri interrogativi o al prossimo articolo.

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