Mie amate anime lunghe,
oggi nel rispondere a Marina ho la possibilità di raccontarvi il potere delle parole.
Chiede:
È così fuorviante usare una parola intendendo altro? Il nostro cervello registra il termine e non l’intenzione? Se l’uso della parola è così importante vuol dire che dobbiamo porre attenzione a ogni termine che usiamo?
Domanda molto interessante che mi permette di darvi un’altra linea guida per mantenervi aderenti all’energia della luce e contribuire al cambiamento da buoni guerrieri di luce.
Con i precedenti due articoli, ho cominciato a dare i primi strumenti da utilizzare nel vostro percorso di luce: la forza del pensiero e il giudizio.
La forza del pensiero (http://www.harielagnoli.com/channeling/07-05-2020-messaggio-importante-dai-maestri-di-luce/) è un’arma tagliente e pericolosa se utilizzata in modo indiscriminato e superficiale. Con il vostro pensiero potete creare meraviglie o causare disastri, senza nemmeno rendervene conto. Il vostro pensiero crea maledizioni su altre persone o su voi stessi, è un condizionamento sul vostro futuro, sull’andamento della vostra famiglia o sul benessere di un’intera comunità. Oppure, ha la forza di creare opportunità nuove per voi stessi e il mondo intero. Le possibilità del vostro pensiero sono immense e sono colore per un pittore, mentre la creatività di cui ogni essere è dotato, è il pennello che contribuisce alla creazione vostra opera d’arte, qualunque direzione vorrete dargli.
I giudizi (http://www.harielagnoli.com/channeling/il-giudizio-un-nemico-da-eliminare/) sono le bombe utilizzate DA CHI VUOLE DISTRUGGERE INDISTINTAMENTE: UOMINI, DONNE, BAMBINI, ANZIANI, ANIMALI DI TUTTE LE SPECIE, NATURA, OGGETTI. Il giudizio non dà scampo, crea morti, feriti e distruzione ovunque e comunque. La prossima volta, quando vi ritroverete a spettegolare amabilmente con le vostre amicizie, pensate al danno che state commettendo a voi stessi e sull’intera vostra comunità. Il giudizio è un’arma della forza avversa e ogni qualvolta lo utilizzate state commettendo un reato e preparando il terreno alla divisione. Giudicare vi rende cooperatori delle forze avverse.
Ora parliamo della forza della parola, terza arma esistente nel vostro pianeta. Nel genere umano la parola ha un grandissimo peso. Non dovete pensare alle parole che conoscete oggi, poiché l’uso della parola è un filo conduttore che vi unisce da generazioni a generazioni passate e getta il fondamento a generazione e generazioni future. Il vostro cervello è programmato per dare significato ad ogni parola. Se vi dico albero, immediatamente voi visualizzate un albero, mentre se vi dico cane, istantaneamente vedete un cane. Ma non finisce qui. La parola albero è diversa da cane non solo come significato oggettivo, ma anche come significato soggettivo, cioè coerente ad una emozione, che è il vostro sentimento rispetto a ciò che la parola albero o cane vi procura nella vostra interiorità. Tutto il vostro atteggiamento emotivo cambia. Se vi dico cavallo, avrete dentro di voi un sentire e la vostra psiche, in modo assolutamente impercettibile, apre o chiude la percezione, dipendentemente dal sentimento di simpatia o meno che provate nei confronti di un cavallo. Se siete un amante dell’equitazione, inconsciamente aprirete i vostri sensi nei riguardi della conversazione che state affrontando, se al contrario ne avete paura, chiuderete e vi porrete in difensiva, perché ciò che evoca in voi il termine cavallo è un sentimento di disagio e diffidenza.
Per farmi capire meglio ora osservatevi a fondo nella vostra postura, nei sensi e nel sentimento: immaginate una rosa. Istantaneamente tutti voi in questo momento vedono la rosa, magari ne sentono il profumo e il vostro immaginario si apre istintivamente a un giardino, al cinguettio degli uccelli, al sole, all’estate… e la cosa vi rilassa. Ora immaginate la cacca del cane: istantaneamente la vostra mente vi porta la sua immagine e venite catapultati in una strada asfaltata, in mezzo al traffico cittadino, al fastidio di vederla lì, in bella vista nella traiettoria del vostro cammino. Se osservate, la vostra postura e le vostre sensazioni sono nettamente diverse da prima.
Esattamente così è per qualunque parola utilizzate nel vostro vocabolario. Le immagini e le sensazioni che avete provato nell’esempio, non solo possono essere gradevoli o sgradevoli dipendentemente dal vostro sentimento, ma la vostra stessa emozione è una energia che procura un riverbero al vostro interlocutore. Le energie delle parole che utilizzate, aprono e chiudono la comunicazione.
Le parole che usate hanno significati intrinsechi che non sono comandabili dalle vostre intenzioni
La parola genitore ad esempio, ha uno specifico significato. Tale concetto è atavico, arriva cioè da generazioni passate e la stessa accezione andrà a generazioni future. Una parola così emotiva come genitore, ha in sé significati profondi e ancestrali, e non è così superficiale come potete immaginare. Ciò che evoca può variare da sentimenti di rifiuto, rabbia, rancore, passare attraverso sensazioni di accoglienza e amore incondizionato, fino ad arrivare alla commozione pura.
Le parole hanno contenuti profondi e creano energie armoniche o dissonanti. Voi siete responsabili delle parole che scegliete in funzione alla coerenza del discorso che dovete portare a termine. Ovviamente le reazioni profonde che tali parole scatenano sul vostro interlocutore non possono dipendere da voi, perché non conoscete il rapporto intimo esistente tra la parola e la persona. Per questo motivo è indispensabile che utilizziate le parole in modo funzionale rispetto ciò che sentite e volete trasmettere.
Marina in un discorso ha utilizzato la parola “genitore” che, seguendo il senso di ciò che voleva esprimere, era collegato ad un concetto che solo lei aveva in mente, riguardante un discorso articolato di un suo insegnante, sentito e fatto proprio. Tale termine era funzionale al discorso del suo istruttore ma, estrapolato non poteva più avere quel senso e restava attivo solo il peso arcaico della parola. Genitore ha un significato specifico di responsabilità e controllo, ben lontano dal reale sentimento che Marina avrebbe voluto trasmettere.
Per finire vi voglio dare un ultimo materiale di riflessione: voi non usate mai termini a caso. Quando volete comunicare scegliete impulsivamente esattamente le parole che volete dire, a volte così tanto istintivamente che utilizzate proprio le parole che indicano la sensazione esatta che nutrite. Così vi capita di dire cose molto vere, ma quando vi fanno notare che avete detto qualche cosa di emotivamente molto toccante per voi, immediatamente correte ai ripari e dite: “NO, ma io intendevo…”. In quel momento il vostro inconscio vi ha parlato, vi ha detto una verità talmente profonda che la vostra mente rifiuta e nel tentativo di confondervi, vi riporta in acque sicure dicendovi che avete sbagliato termine. D’ora in poi non perdetevi l’opportunità di ascoltare la parte migliore di voi.
Per concludere Marina, rileggi ora la domanda meravigliosa che mi hai posto e ascolta bene quello che mi chiedi:
È così fuorviante usare una parola intendendo altro?
SI, e per capirlo pensalo estrapolato al discorso e alla tua intenzione: se ti parlo di rosa ma intendo cacca, mi potrai mai capire?
Il nostro cervello registra il termine e non l’intenzione?
Assolutamente SI, l’intenzione è personale, non di massa, a meno che non sia preceduta da un discorso ampio. Non puoi utilizzare un aggettivo intendendone un altro, chi ti ascolta comprendere il significato atavico della parola. La comunicazione è già complessa in voi umani, se inserite anche la volontà di far capire le vostre intenzioni, diventa un labirinto inespugnabile.
Se l’uso della parola è così importante vuol dire che dobbiamo porre attenzione a ogni termine che usiamo?
Necessariamente, SI! E qui entriamo nel discorso delle armi del guerriero di luce. Se volete produrre luce intorno a voi, dovete prendervi la responsabilità delle parole che utilizzate e del significato stesso della parola. Non vi sto consigliando di fare un corso accademico sul vocabolario di lingua italiana, ma vi sto fortemente consigliando di porgere ascolto quando parlate. È vostro dovere essere sintetici e chiari nelle comunicazioni. Sintetici perché poche parole danno concetti forti e precisi, e dà la possibilità a chi vi ascolta di non perdersi nei meandri della vostra mente. Tante parole creano la probabilità di fraintendimenti, che sfociano in arrabbiature o illusioni, che vanno nella direzione della confusione, la quale fa parte degli armamenti degli esseri lontani e avversi alla luce.
Chiari perché la semplicità vince sempre, alleggerisce la tensione dell’ascolto che a sua volta, produce piacere e benessere. Potenti armi della luce.
Quindi, anime mie meravigliose, anche le parole, ciò che dite e come lo dite crea correnti di luce o ombra.
Siatene responsabili.
Con amore
Damiano

Grazie Damiano Hariel 🙏🙏🌷sempre e come sempre grandi lezioni di vita ❤️
Grazie grazie sempre spunto per grandi riflessioni
Grazie! Ogni volta che rileggi o riascolti i concetti vai sempre più in profondità nella comprensione!