Genitori e figli: rispetto?

Eccomi a voi mie amate anime, felice della vostra curiosità mi accingo a rispondere alla nostra amica Simona, che vuole sapere qualche cosa sul rispetto tra genitori e figli.

Comincio con il dirvi, che la famiglia viene scelta dall’anima stessa che si deve incarnare. Vi è una congiunzione energetica tra genitori, figli, fratelli e congiunti, che orchestra l’esperienza in sincronie perfette per agevolare l’evoluzione dell’anima, sia essa come figlio che come genitore. L’anima entra nella dimensione esperienziale con un progetto di insegnamento ben definito e per permettere che questo avvenga sceglie quella nazione, quel paese, quella strada, quei genitori, quei fratelli. L’anima accetta le difficoltà, le dinamiche, gli assetti generazionali e karmici di quel gruppo famigliare proprio perché, attraverso quella struttura di energia, l’anima stessa ha tutte le opportunità per balzare fuori e liberarsi rispetto le sue stesse disposizioni karmiche.

Questa premessa è la base su cui poter partire per avere una comprensione fondamentale: la famiglia è karmica.

Durante i primi tre anni di vita l’anima riceve le esperienze e gli strumenti di base che serviranno per confrontarsi al proprio percorso di vita. Ma servono proprio quegli attrezzi che solo i genitori sono in grado di dare. Questo vuol dire che non ci sono errori, mancanze o sbagli: i genitori, a loro volta legati dai propri insegnamenti generazionali, si comportano con i figli a seconda degli accordi.

Questo significa che i vostri genitori sono perfetti così come sono. A vostra volta, voi come figli siete perfetti così come siete.

Ovviamente voi genitori non siete esentati dal progredire e migliorare. Lo sviluppo emotivo fa parte anch’esso degli accordi delle anime che voi tutti, genitori e figli, avete a suo tempo stipulato.

Ora passiamo ad un altro nodo importante, che nel vostro piano dimensionale è una pecca generazionale: il senso del RISPETTO.

Avete tutti un’idea di rispetto limitato ad un concetto puramente egoico, mentale e fisico, e lo collegate a un atteggiamento che rispecchia il modo in cui vi parlate, condividete le esperienze e vi confrontate. Limitate quindi l’immagine di rispetto ad una forma “estetica” banale. Nulla a che vedere con l’essenza delle cose.

I genitori hanno la tendenza a non comprendere la saggezza che sta dentro il proprio figlio, fin da bambino. Non vengono riconosciute le doti e c’è una pesante distorsione che tenta di far coincidere le aspirazioni dei propri figli alle aspettative del genitore stesso.

I figli a loro volta vorrebbero avere genitori impostati e perfettamente aderenti ad un proprio immaginario rapporto idilliaco, completamente slegato dalla realtà emotiva del proprio genitore. Troppo spesso i figli dimenticano che sono proprio quei comportamenti, quella delusione emozionale, quella incomprensione che crea la molla necessaria per andare avanti nella propria crescita spirituale.

Entrambi, genitori e figli dovrebbero ricordarsi gli accordi fatti, non tanto come frasi o situazioni specifiche, che sono impossibili da tradurre in immagini o parole, ma come concetto di base:

“Tu figlio, Tu genitore, sei il mio alleato a prescindere dal tipo di rapporto che riusciamo a stabilire, al di là delle nostre difficoltà e differenze. Sei colui che mi ama a tal punto da affiancarsi a me per costruire la mia nuova essenza”.

Questo è il vero significato di ciò che voi definite con il termine RISPETTO:

Riconoscere l’essenza della motivazione per cui si è insieme, nello stesso nucleo famigliare. Onorare le scelte della propria anima e quelle del proprio congiunto.

Solo davanti a questa consapevolezza tu, genitore, sarai in grado di stimare le scelte, anche se incomprensibili, di tuo figlio. E tu figlio, solo così potrai comprendere che ciò che nel tuo cuore ti risulta mancante o inadeguato e ciò che hai ricevuto è, nella verità, perfetto.

Dovete entrambi inchinarvi davanti alla saggezza profonda, che unitamente avete compiuto, nella decisione di camminare insieme attraverso questo percorso esperienziale.

Farei un ultimo appunto essenziale in tutto questo discoro. Il termine “RISPETTO” nel contesto umano è un concetto ben lungi dalla realtà emotiva, perché presuppone un riconoscimento morale e sociale di superiorità, che nel vostro caso può essere ricondotto solo al genitore. Questo modo di interpretare il rapporto tra genitori e figli è un sistema arcaico molto forviante e pericoloso, che porta ad avere rapporti fasulli e tesi in quanto, in questa visione, il rispetto è dovuto e non, come dovrebbe essere, conquistato. La realtà emotiva è che bisogna avere profonda gratitudine nei confronti dei propri genitori, perché è solo attraverso la loro volontà che voi figli avete avuto l’opportunità di fare questa esperienza terrena.

Per questo motivo vi consiglio di abbandonare il termine RISPETTO e sostituirlo con ONORARE, concetto più nobile e profondo, che ha un significato più vicino alla realtà. Onorare significa avere stima, portare ossequio e attribuire onore dovuto a una persona. Presuppone un rapporto di parità e stima conquistato e non intrinseco al ruolo.

Onorare significa riconoscere che, proprio grazie a come sono andate le cose, a prescindere dal tipo di rapporto che avete, i vostri genitori sono stati la chiave d’accesso in questo mondo e il mezzo attraverso cui evolvete nella vostra essenza spirituale.

Con amore e completa dedizione mando luce nel vostro cammino

Damiano

5 pensieri su “Genitori e figli: rispetto?”

  1. Quindi il rapporto tra figli e genitori è perfetto qualunque sofferenza o disguido accade
    Ed ambo le parti si devono onorare e rispettare perché ci permettiamo di evolvere

    1. Si, dura accettarlo se hai avuto un’infanzia difficile, ma è nella logica della cose che accadono. Questo aiuta col tempo a far pace nel nostro cuore con il passato.

  2. Bello!
    Nella teoria mi trovo d’accordo, nella pratica devo lavorarci un po’.
    Sicuramente un punto di vista diverso dal comune pensiero.
    Grazie

    1. Ciao Ezia, il bello di Damiano è proprio il fatto che dà sempre punti di vista differenti rispetto la normalità. Non ti dico cosa ha significato nella mia vita!!!

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