Miei cari, anime splendenti,
siamo qui oggi per parlarvi della gentilezza e del creare armonia.
Ogni essere è chiamato, ora più che mai, a diffondere intorno a sé armonia e pace. Queste due qualità si fanno grandi quando ad accompagnarle sono la gentilezza e la serenità di spirito. Sfortunatamente la vostra educazione, i vostri sensi di colpa, le vostre frustrazioni, le vostre incomprensioni non vi invogliano ad essere gentili, e la vostra mente, il vostro ego, vi spingono ad esprimere rabbia, delusione e insofferenza per coloro che vi circondano. Non è sempre facile controllare le vostre emozioni. Infatti, non di controllo si parla, ma di slittare le vostre pulsioni verso altro, farle fluire in aspetti e dimensioni più creative e amplificanti. Troppo spesso nelle vostre famiglie c’è la pulsione di essere sgradevoli e aggressivi. Vi permettete, all’interno delle vostre case, cattive risposte e comportamenti che altrove, difronte ad amici e conoscenti, mai vi permettereste.
Perché lo fate? Che cosa vi spinge? È chiaro che con i vostri congiunti avete confidenze, quotidianità e intimità che con altri non avete, e la routine crea forti tensioni e frizioni. Ma la cosa più importante è che la famiglia è per lo più karmica ed è attraverso di essa che raggiungete la vostra realizzazione ed espansione, a strutture di conoscenza che senza i vostri stretti famigliari non avreste possibilità di raggiungere. È in questa ottica che dovete vivere la vostra convivenza famigliare: girando lo specchio verso di voi e spegnendo quel faro accusatore che puntate su ogni componente del vostro nucleo famigliare. Se siete dove siete, vostra madre, vostro padre, vostro marito, la vostra moglie e i vostri figli sono i vostri insegnanti. Abbassate la testa, lisciate le vostre piume arruffate e siate umili. Ascoltate che cosa vi fanno sentire e sappiate, riconoscete, che quei sentimenti che provate sono una vostra proiezione, sono la vostra guarigione.
Ad esempio, vostro padre vi fa sentire inutili? Partite dal presupposto che non è così, che ciò che percepite è il riflesso di quello che voi credete di voi stessi. Che vostro padre provi quel sentimento o no, non lo potete sapere e non è importante saperlo. Importante è essere certi che quello che vedete e osservate intorno a voi, è ciò che il vostro subconscio vi sta facendo percepire. È probabile che vostro padre vi creda dei falliti, ma questo è una sorta di magia: voi fate di tutto affinché creiate la situazione per espandere il più possibile il senso del fallimento, proprio perché grazie a questo ingrandimento voi possiate vedere e di conseguenza capire e liberarvi. Siete voi gli unici responsabili dell’immagine che trasmettete a vostro padre. Lui ha realizzato la vostra volontà di conoscenza attraverso la sua educazione negli anni e gioca la sua parte credendovi. Rispetta quel contratto che ha fatto con voi prima che nasceste.
Mi raccomando, ho parlato di responsabilità e non di colpa. La colpa è un’arma del negativo, inventata dall’essere umano per gestire le menti e tenerle soggiogate. La colpa non serve altro che rendervi servi o dominatori, figure entrambe tutt’altro che luminose e guerriere di pace. Prendersi la responsabilità significa innanzi tutto smettere di essere vittime. Attribuire a voi stessi ciò che vi accade è il primo passo da compiere, se volete camminare verso la vostra liberazione e la vostra realizzazione. Non siete vittime di nulla e di nessuno. Questo deve essere chiaro e forte e deve essere un comandamento imprescindibile. Solo quando smetterete di essere vittime vi darete l’opportunità di abbracciare i vostri consanguinei e di godere del vostro stare insieme, perché vi permetterete di vedere il disegno ampio che tutti voi, insieme, avete costruito per crescere. Vostro padre, vostra madre, i vostri fratelli, i vostri figli sono in questa vita i gradini che vi portano verso la vostra realizzazione.
Su tutto questo dobbiamo fare un appunto molto importante. Quanto detto fino ad ora non significa subire, né fare subire agli altri le vostre intemperanze. Anche ribellarvi e uscire da situazioni violente è luce e fa parte della vostra crescita. NON è luce subire passivamente violenza e sopraffazione. Non è luce creare separazione e isolamento. Non è luce screditare, criticare, diffamare e creare insicurezza negli altri. Invece è luce essere gentili anche con chi è scortese. È luce non abbassare le proprie vibrazioni seguendo la volontà di guerra di qualcun altro. È luce non abbassare le vostre vibrazioni seguendo le vostre frustrazioni o rabbie. È luce gratificare e non giudicare. È luce diffondere armonia, e se ci riuscite amore, con i vostri comportamenti.
Perciò ora vi chiedo di fermarvi e di osservare il vostro mondo famigliare: quanta luce state diffondendo intorno a voi?
Le sento le vostre menti egoiche: ma lui fa questo, ma lei fa l’altro, ma loro sono… Queste sono le vostre scuse egoiche. Siete sicuri di volere fare gestire la vostra vita dal vostro ego malato, ferito, confuso, distorto? Vi ricordo che l’ego è il risultato dell’interpretazione di tutti i vostri traumi, insegnamenti, e di tutta la vostra storia personale e famigliare. Un concentrato di sofferenze e di interpretazioni ingannevoli.
Siate grati di ciò che avete e avete avuto. Siate umili nel ricordare a voi stessi che ciò che avete intorno a voi lo avete costruito, creato, rinforzato nei secoli.
Ora vi starete chiedendo: che cosa devo fare?
- Ricordarvi che ciò che avete è servito fino ad oggi a crearvi e ad ampliare i vostri orizzonti. Questo già vi crea le condizioni per aprire i vostri cuori e far tacere le vostre menti.
- Dovete essere umili e girare i sentimenti che vi fa provare chi vi vive accanto su voi stessi. Quello che vedete intorno a voi è il vostro giudizio, è la vostra condanna.
- Dovete prendervi la responsabilità di quello che create: disarmonia, rabbia, frustrazione. Nella crescita della vostra anima non esiste il: voi siete, voi fate, voi dite. Tutto ciò che fanno, dicono, o creano gli altri deve essere uno sprone per uscire e accendere il motore della vostra consapevolezza e coscienza. Se poi gli altri con il tempo e i vostri cambiamenti non vi seguiranno, semplicemente sarà giusto andarvene. Ma non prima di avere provato, non prima di avere compreso quali siano le vostre proiezioni.
- Siate sempre coscienti che siete davanti ad un grande teatro, dove ognuno recita una parte.
- Osservatevi con occhi puri, eliminando tutti i: ma io, ma lui… Sono tutte parole dell’ego. Osservatevi senza veli e chiedetevi: quanta pace porto nella mia esistenza? Quanto benessere regalo? Quanta armonia diffondo?
- Smettete di giudicare: non esistono ne dati di fatto, né cose evidenti. Quando puntate il dito su qualche cosa o qualcuno state giudicando. Non vi prendete in giro.
- È importante creare armonia durante le occasioni di scontro. Per far questo smettete di dire “tu mi hai detto, tu mi hai fatto”. Questo è molto egoico, vi sentite di doverlo fare perché siete incastrati nel regno basso, dove vige la forza della polarità. Smettete di fare il riassunto autobiografico ai vostri congiunti, visto e rivisitato dal vostro ego. Ciò che ricordate non è oggettivo. È solo il vostro punto di vista condizionato dal vostro ego. Smettete di guardare la parte peggiore del vostro passato. Ora siete chiamati ad uscire dal regno più basso per entrare in una dimensione più ampia. Perché questo avvenga la vostra biografia deve diventare qualche cosa che c’è stata, ma non siete voi.
- Sostituite la frase “io ho sentito, io ho provato” al “tu mi hai detto, tu mi hai fatto”. Questo semplice scambio vi apre il cuore all’ascolto e, non facendo sentire giudicata la controparte, aprite una conversazione fondata sulla vostra sensibilità nel cuore e non nell’ego. Se inoltre riusciste a tenere la vostra mano appoggiata da qualche parte sull’altra persona, agevolereste il flusso energetico verso la vibrazione del cuore.
La prossima volta che vi partirà l’ego e proverete una forte pulsione di rabbia, ricordatevi quanto scritto fino ad ora. Fatene un bigino e tenetelo nelle vostre tasche, e ogni qualvolta vi parte il microchip del “distruggo tutto” chiudetevi immediatamente in bagno e rileggetelo. Poi affidate a noi tutto ciò che provate e se potete, e volete, datevi il tempo per una meditazione2, dove farete uscire tutti i vostri sentimenti irrisolti. Infine, guardatevi allo specchio, responsabilizzatevi della vostra frustrazione e fatevi un bel sorriso. Forse all’inizio sarà un ghigno tirato e falso, ma vi assicuro che se seguirete questi nostri consigli, con il tempo riderete davanti all’immagine distorta che osserverete del vostro ego.
Tutto quanto descritto fino ad ora, è valido anche per le relazioni sociali: al lavoro, con il vicinato, con gli amici. Nulla di ciò che accade è lasciato al caso. La profondità della vostra anima è tale che abbraccia tutte le esistenze e gli esseri, e tra voi tutti ci sono “accordi” difficilmente comprensibili in termini umani. Per aiutarvi a capire potete pensare di vivere la vostra vita con un grande magnete nelle tasche, che attira tutte le esperienze che siete venuti ad abbracciare. La vostra crescita è strettamente legata al vostro attrattore e, mano a mano che evolvete, inevitabilmente, il magnete subirà delle variazioni che vi permetteranno di smettere di attrarre situazioni frustranti, per aprirvi a realtà sempre più consone e allineate al vostro stato d’essere.
Vi amiamo profondamente, abbiate pietà di voi e cominciate ad amarvi.

Ho dato un’occhiata velocissima, ma come sempre faccio, stamperò e rileggerò più volte questo messaggio da chi è nostro Maestro di Luce.
Ciò che ho avvertito fin da subito leggendo queste parole è l’Amore infinito che vi si respira dentro.
Sarà che io sto vivendo un momento cruciale in questo momento in questa vita terrena, però, RESPIRO lìossigeno che queste parole mi portano.
Grazie Maestro,
Grazie Hariel,
<3
Il giudizio è male…..cosa crea e a cosa ci lega il giudizio?
Mi è difficile pensare di non giudicare azioni fortemente oppressive e di conseguenza giudico chi le fa, dove ci porta tutto ciò?
Ciao Marisa,
hai toccato un argomento interessante che proporremo all’intero gruppo quanto prima.
Grazie per il contributo, a presto. H.
Ciao hariel ciao Damiano,ho letto e riletto quanto scritto,e mi trovo allineata a tutto ciò nel senso che ultimamente sto usando molto la meditazione numero due,ogni volta che provo un emozione dissonante stimolata da persone esterne a me ma vicine, faccio la meditazione numero due per ripulire quell'”emozione,sto avendo risultati incredibili,perché dopo che pulisco,(in alcune occasioni,ho anche più volte la stessa emozione)quel senso di disagio scompare e comunicazione, atteggiamento, con la persona in questione cambia completamente,il non rivestire gli altri delle.proprie emozioni con permette e andare oltre e comprendere che anche le altre persone hanno atteggiamenti dettati dalle proprie emozioni dissonanti,ma quando si ripulisce la propria parte molte cose cambiano e anche glia altri di conseguenza…io sto vivendo questo in modo molto forte..se poi ci aggiungo l”attivazione del perdono beh! Che dire niente è come prima..grazie grazie grazie di essere sempre con noi🙏🌹