Ben ritrovati.
Mi è stato chiesto di parlare delle cose che finiscono.
Un concetto completamente ed esclusivamente bipolare e umano, che esiste solamente ai fini del tempo e della dimensione che percepite voi.
Tutto ciò che vivete non è mai fine a se stesso, quello che dovete consapevolizzare è che tutto ciò che ha un inizio ha in se una fine, perché questo è il destino delle cose che succedono sulla vostra terra, sulla vostra bipolarità. Non è ciò che inizia e non è ciò che è finito, ma è ciò che produce, e soprattutto, la cosa veramente importante, sono i ricordi che lasciate dentro di voi e intorno a voi, negli altri e in voi stessi.
Non è importante ciò che inizia e non è importante ciò che finisce, è importanti il ricordo che resta dentro di voi.
Le cose non finiscono, le cose non iniziano, sono semplicemente il risultato di un lento procedere nel tempo, di esperienze e di situazioni. Le stesse situazioni che voi esseri universali, viaggiatori dei mondi, camminatori sulla terra siete scesi a costruire ed assimilare. Non vi preoccupate di ciò che finisce, ma occupatevi dei ricordi che lasciate e che tenete nei vostri cuori.
Le cose sono solo cose, sono semplicemente oggetti, materia, solo i ricordi creano il passato e il futuro, ed il passato e il futuro è il lento cammino in una dimensione che è così lontana dalla vostra vera essenza. Dovete continuare a ricordarvi che ciò che vivete è semplicemente un’espressione di qualche cosa che è molto più grande di voi. Dovete tenere a mente che tutto ciò che vivete è un’isteria, un bluff, una teatralizzazione di un qualche cosa di molto più grande: la vostra essenza. Ciò che finisce è semplicemente il principio di ciò che sta iniziando, di un nuovo percorso. E se il vostro nuovo percorso sarà coerente con il vostro sé, se nella vostra quotidianità sarete aderenti alle vostre emozioni e ai vostri sentimenti, onesti in ciò che provate, ciò che finisce è solo il preludio di ciò che comincerà, e comincerà, e comincerà, e comincerà, in un continuo procedere, in un continuo contesto di cose che iniziano e finiscono. Niente più, niente meno.
Avere malinconia per le cose che finiscono è giusto, è buono, e un’emozione che dovete contattare. Perché, se contattate la vostra malinconia significa che siete veri, che siete in ascolto, che siete rispettosi dei vostri sentimenti. Ciò che finisce lascia un alone di malinconia e tristezza, perché sapete che in questa dimensione, nella vostra limitazione corporea, fisica, ciò che finisce è finito, non tornerà, ma sarà con voi sempre, in dimensioni completamente diverse.
Non è nelle case che rimangono i ricordi, non è negli oggetti e non è nemmeno nelle persone. È ciò che hanno costruito dentro di voi nel loro passaggio, quanto vi hanno creato e fortificato, e quanto vi hanno nutrito. Se avete nostalgia di ciò che finisce significa che siete stati ben nutriti, e avete costruito. Ma se vi fermate a quelle cose, a quelle persone, e non lasciate che la vita vi offra nuove dimensioni, vi impedite di procedere nel vostro percorso, ostacolando la creazione di tutto il nuovo che c’è intorno a voi, e che vi attende al di là della malinconia e della tristezza che ora provate.
Non vi preoccupate di ciò che finisce, ma occupatevi di dare alla vostra vita sempre più nuovi ricordi, belli, con cui nutrirvi e a cui mantenervi legati per il resto della vostra esistenza.
Buon lavoro fratelli di luce.
