Il vostro ego vi tiene incastrati su percorsi stabiliti, abbondantemente navigati, coerenti ai vostri pensieri, appropriati rispetto ciò che ritiene lecito. Tutto ciò che fate, come vi muovete, quello che desiderate e pensate, è tutto stabilito e predeterminato dai vostri ricordi, dalle vostre credenze, dai vostri antenati.
Ogni essere umano ha l’illusione di muoversi nella libertà di pensiero, all’interno dei propri sogni. Nella realtà vi muovete in un magma denso di condizionamenti, di idee e preconcetti che ben poco hanno a che vedere col vostro libero arbitrio.
Da piccini avevate grandi sogni, mentre ora vi ritrovate incastrati in lavori frustranti, che non vi interessano, ben lontani dai vostri sogni infantili. Volevate una famiglia felice, armonica, ed ora vi muovete in situazion instabili, sentimentalmente annullati in relazioni tossiche.
Spesso vivete aggrappati a sogni irrealizzabili, incapaci di esistere nella vostra realtà, confinati in convinzioni di inettitudine, farciti da frasi limitanti: “Non posso”, “Non sono capace”, “È impossibile”, “Non ce la farò mai”…
Ogni pensiero, ogni giudizio, ogni frase che vi è stata detta, ha creato in voi una linea di pensiero, dove è ben definito uno spazio netto tra bene e male, giusto e sbagliato, desiderabile o indesiderabile. Un attrattore che ogni secondo della vostra vita crea la realtà su cui siete stati programmati. Molto spesso, perseguite ambizioni e situazioni non vostre, ma ereditate dai vostri antenati, o dalle aspettative dei vostri educatori, confondendoli con i vostri sogni. Questi sono i desideri conto terzi, sogni irrealizzati che vi sono stati affidati, e che voi percepite come vostri desideri.
Ricordo a questo proposito, che i primi tre anni dell’esistenza sono il riassunto di ciò che la vostra anima ha scelto di sperimentare in questo ciclo di esistenza: perciò tutto questo condizionamento è perfetto per voi. Il vostro compito però, non è subirlo, bensì è superare tutti quei limiti, quelle infelicità che vi trattengono e allontanano dall’essere appagati. Non è un peccato cercare di essere felici, ma è anzi il vostro compito primario, la vostra legge numero uno, il vostro filo conduttore che vi deve tracciare il passo.
La frustrazione, l’incapacità di trovare un posto nella vita, il peso di perseguire e portare a termine le vostre giornate, indicano che siete invischiati in tutto questo marasma forviante di condizionamento, dove il vostro sé non trova posto ed espressione. Se ciò che avete nella vostra esistenza non è ciò che desiderate, è perché siete incastrati nel condizionamento dell’educazione, sia essa famigliare che sociale.
Potete scegliere di cambiare.
Il primo passo da compiere è cominciare a definire i contorni di ciò che non vi piace. Questo perché, fintanto che si è condizionati, anche ciò che piace non è chiaro dentro di voi, proprio per il discorso dei desideri conto terzi di cui abbiamo parlato qualche riga fa. Ciò che non piace è invece evidente, e cominciare a mettere in ordine ed eliminare ciò che non volete è più semplice.
Come primo passo scegliete un settore della vostra esistenza: non è possibile fare tutto e subito, ma è anzi necessario procedere con la cosa più semplice e a portata di mano che avete. Partire con cose complicate rischierebbe di sconvolgere le vostre vite in modi troppo repentini e di spaventare il vostro ego, che già nei cambiamenti non è propenso.
Quindi iniziate da qualche cosa di semplice, ad esempio potete partire da una nuova organizzazione della vostra casa, oppure una nuova routine giornaliera, e ancora dalla vostra immagine, ecc.
Al principio quasi sicuramente affronterete la situazione in oggetto cadendo nella polarità opposta: se avete avuto genitori autoritari, sarete libertari; se vi è stata insegnata la prudenza, sarete spericolati; se avete sempre avuto i capelli biondi, li vorrete neri, e così via, in un cambiamento confinato nella limitazione. Un sapore diverso della stessa caramella.
Solo dopo aver sfogato questo primo necessario momento, durante il quale vi consiglio di lasciarvi cadere liberamente, potrete cominciare ad intravvedere chi siete e che cosa desiderate.
Quello che dovete fare nel corso della trasformazione del contesto che state modificando, è continuare a chiedervi: Come mi sento in questa nuova situazione? Molto probabilmente, al principio continuerete a sentirvi tesi, i muscoli contratti, non vi sentirete a vostro agio. Il vostro ego difficilmente cambia con allegria! Ma non mollate, perseguite sulla strada del nuovo, e ritirate con la meditazione 2 ogni contrattura, ogni difficoltà, ogni malessere.
Se partite dalle cose semplici, condizionerete il vostro ego in modo positivo, ed immetterete in esso una nuova informazione: si può cambiare senza traumi.
I cambiamenti avvengono un giorno alla volta, un passo dopo l’altro, facendo scelte coerenti alle vostre volontà. La trasformazione può esserci solo con l’ascolto di sé stessi, cercando di non cadere nell’abitudinarietà, con l’attenzione costante minuto per minuto.
Se ciò che hai non è quello che vuoi, solo attraverso il cambiamento delle tue scelte quotidiane potrai raggiungere il tuo stato ideale.
Buon lavoro!
