Tratto dall’incontro di channeling del 9 giugno 2023.
Vorrei oggi affrontare con voi la divisione tra voi e voi stessi, cioè la grande dissociazione che c’è tra la vostra vita e il vostro sentire spirituale.
La vostra realtà fisica è basata sul bipolarismo, ed è logica conseguenza che la vostra tendenza inconscia, culturale ed educativa, sia vivere nella dualità: da un lato esiste la vostra parte emotiva, spirituale, che è una parte lasciata in sordina; dall’altro c’è la vostra quotidianità, quella che vi caratterizza tutti i giorni, che vi fa assorbire nella vostra vita, che vi fa dimenticare chi veramente siete. Adesso siete in un’epoca in cui è necessario sciogliere questa dualità, e non può essere più protratta perché mantenere queste due porzioni di vita separate, significa indebolirvi, sia a livello mentale, sia a livello spirituale, sia a livello fisico.
La vostra spiritualità, il vostro sentire, il vostro essere va espresso in tutto quello che voi siete, nella vostra normale routine. Dovete imparare a dare nuova divinità a ciò che fate, rendendovi coscienti che tutto ciò che vivete è divino, e va riconquistata sacralità. Siete abituati ad usarvi come corpo, ma non a sentirlo, incoscienti che dentro questo corpo che maltrattate c’è un’anima, ed è un’anima grande, e quell’anima grande si esprime attraverso un corpo che è si fatto carne, sangue e liquami.
È il vostro tempio, ed è necessario rieducarvi, imparare a compiere gesti quotidiani con amore e rispetto per voi stessi, per i vostri corpi.
È sacro quando vi lavate, perché state prendendovi cura del vostro tempio, del vostro involucro, e questo vostro corpo è divino, inspiegabile per voi. Il semplice lavarvi i piedi va fatto con l’attenzione alle vostre carni. Andare in bagno e fare una banale pipì deve diventare un gesto sacro, ricco di gratitudine per la perfezione del vostro corpo, per la gentilezza dei vostri reni. È essenziale rendervi coscienti che attraverso questi normali gesti, voi preservate, date spinta, date purezza al vostro corpo.
Dovete imparare a sacralizzare qualunque azione voi facciate durante la vostra giornata, perché il vostro corpo è essenza di Dio e ogni vostra cellula è una cellula di Dio. Questa parte di Dio fisica, materiale, questo involucro, deve cominciare a risplendere la grandezza che è, quel Dio che voi siete in potenza, quella cellula, quell’energia, quella purezza. Dio è amore, e in tutto quello che fate deve rispecchiare questo amore, che dovete provare innanzi tutto verso voi stessi, per poi ampliarvi e distribuirlo a cascata nell’intero creato.
Uno dei gesti più sacri che compite più volte al giorno è il rituale del cibo, sia come preparazione che come nutrimento fisico. Cucinare e nutrirsi sono gli atti più solenni che esistano sul pianeta, che abbraccia e unisce tutto l’infinito, perché attraverso il cibo e la sua offerta, state donando e introducendo in voi, tutte le energie e tutti gli elementi della terra e dell’intero creato. Attraverso il cibo offrite il sole, le stelle, ogni firmamento e costellazione, offrite la terra, l’acqua, l’energia dei vegetali, dell’animale che si è offerto a voi. Offrite tutti coloro che hanno contribuito a creare quel cibo: il contadino che ha seminato, ha raccolto, colui che ha preparato. Offrire il cibo e nutrirsi è comunione: prendo in me il corpo di Dio. Prendo in me il corpo dell’universo, della terra, del sole, della pioggia, dei venti. Ed offro il corpo di Dio, offro tutto ciò che ha creato. Questo è semplicissimo e bellissimo.
D’ora in poi durante le vostre frenetiche giornate, per abituarvi a sacralizzarle, per renderle spirituali, cominciate lentamente ma inesorabilmente a ricordarvi che quello che state facendo non è una semplice funzione quotidiana, ma è la vostra esistenza, ed è l’esprimersi di ciò che siete dentro. Prendetevi questa estate per allenarvi. Cominciate con l’individuare due, tre cose dove focalizzare la vostra attenzione, e utilizzate sempre quei momenti per centrarvi: mi pettino e so che sono cellula di Dio; metto la crema sul viso e so che esprimo la bellezza di Dio; accendo l’auto e guido mentre riverbero e distribuisco l’amore di Dio. Scelgo quel gesto per connettermi con il mio corpo, con ciò che sto facendo, con chi sono, per fare connessione tra la mia materia e il mio spirito.
E quando i tre momenti saranno diventati abitudinari, allora aggiungetene altri tre, e poi altri tre, fino a raggiungere una quotidianità completa.
Voi non siete un corpo e un’anima separati, voi siete un’anima che si esprime attraverso un corpo. Quello che percepite come corpo separato dall’anima è il vostro ego. Solo unificandovi, la vostra anima si può mettere in contatto con voi, con il vostro Ego. Nella separazione dei due mondi, nel percepire il vostro mondo spirituale solo attraverso le pratiche, mentre vivete dimenticandovi di essere esseri divini e spirituali, in questa dualità, il Sé non vi raggiunge. E non è sufficiente che il vostro Sé vi raggiunga durante le pratiche. Le pratiche servono per fare crescere la comunicazione, per creare la via di riferimento per unificare i vostri due mondi, ma non hanno senso se vissute fine a se stessi, se non imparate e vi sforzate di dilatare quei momenti su tutta la vostra esistenza. Il vostro Sé ha bisogno del vostro Ego attento e percettivo, per potervi camminare di fianco, per farsi sentire nelle vostre scelte, nella quotidianità, durante qualunque cosa fate.
Siete un’anima vestita con un corpo fisico, che è il vostro templio, che va curato, rispettato, amato, apprezzato, migliorato sempre più.

Grazie Hariel, ho ascoltato tante volte la registrazione da cui hai estrapolato questo pezzo, trovandola sempre molto interessante, ma averla scritta e poterla leggere, me la fa sentire ancora più incisiva 🙏
Grazie.
Tanti tanti baci
La Moh
Stupende, amorevoli e commoventi parole. Arrivano proprio al momento giusto in questa mia vita.
Grazie Damiano e Hariel!
❤️
Meravigliosi concetti che mi fanno percepire un oltre che ora non vedo. Come posso dedicare a me stesso minuti che sento di non avere, la vita fagocita, digerisce e non si sazia.