Meditazione disintegro linee del destino avverse ereditate.

Amate anime lunghe, viaggiatori del tempo,

grazie alle vostre osservazioni, domande e condivisioni possiamo fare un ulteriore passo avanti per affrontare questo momento di passaggio e questa brusca virata che l’umanità sta compiendo. Nuove realtà si stanno aprendo dentro di voi e di conseguenza, intorno a voi. Ora tutto è nuovo. Se non lasciate andare il passato la vostra carne striderà contro le pareti che vi separano dalla nuova dimensione. Per questo motivo è così importante parlare di voi, dei vostri dubbi, delle vostre idee. Per questo è così importante che condividete il vostro pensiero. Tutto è importante, tutto è essenziale in voi. Voi siete importanti, anime lunghe, ampie e profonde.

Tutti voi temete di non riuscire a lasciare andare il vostro passato, tutte voi vorreste avere un tastino in qualche parte del vostro cervello o della vostra anima da poter schiacciare per fare un reset di tutta la vostra vita, per cancellare tutti i ricordi del passato e aprirvi al nuovo, denudati e puri. Purtroppo, non funziona così, nessuno può darvi una formula magica. Lasciare andare il passato, perdonare è un lavoro grande, profondamente umile, tanto sconfinato quanto immensa è l’utilità e l’ampiezza che tale lavoro lascerà dentro e intorno a voi.

Passo dopo passo, comincerete a vedere il vostro passato sotto una luce diversa, più umana, più limitata alla parte densa della vostra interezza.

Troppe volte amate anime, dimenticate che voi siete al servizio della vostra anima, non il contrario. Tutto ciò che siete stati, tutto ciò che avete rappresentato nella vostra vita, fa parte di un progetto e ha un senso profondo che la vostra anima ben conosce. Troppo spesso amate anime, vi confondete e pensate che sia l’ego a comandare, che il senso della vita provenga dal vostro pensiero, dalle vostre volontà, dalla vostra logica razionale.

Dimenticate che il senso della vita è espansione, libertà, profondità, amore.

I vostri corpi, la vostra mente, il vostro ego sono limitati, hanno un tempo, uno spazio e sono finiti dove finisce il vostro perimetro fisico: oltre la mano voi percepite il vuoto, oltre il vostro pensiero, per quanto grande e profondo, voi non potete conoscere. I vostri corpi, la vostra mente, il vostro ego sono i mezzi: un po’ come la macchina vi è utile per trasportarvi da un luogo all’altro, il vostro ego, il vostro corpo e la vostra mente sono necessarie per fare il passaggio in questa dimensione. Le esperienze, i cambi di rotta, le spaccature sono la benzina che avete utilizzato per approfondire la vostra conoscenza.

Eravate in un’era in cui solo attraverso la mancanza potevate comprendere chi eravate. La sofferenza è stata necessaria per comprendere la gioia. L’odio per comprendere l’amore. La cattiveria per comprendere la bontà. Il senso di vuoto per comprendere la pienezza, ecc. Solo sperimentando l’assenza (di gioia, amore, bontà, pienezza) avete potuto comprendere chi siete e da dove arrivate. Solo attraverso l’allontanamento dall’eden potete conoscere l’eden e trovare la strada per tornarci.

Il vostro corpo è stato il mezzo di trasporto e tutte le vostre esperienze, tutto ciò che avete passato, è stata la benzina che vi ha condotto alla conoscenza di voi stessi. E la conoscenza di voi stessi vi ha accompagnato verso il ricongiungimento alla vostra origine.

La vostra vita, qualunque essa sia stata, vi ha ricondotto alla vostra essenza divina. Così è per Marisa che chiede: “Come si fa a lasciare il passato laddove una sola esperienza, per esempio, ha tracciato indelebile un destino?” Semplicemente rendendoti cosciente che quello che tu definisci destino è quello che vivi oggi, non quello che magari avresti vissuto se non fosse successo quel fatto. Tu Marisa, tu Simona, tu Agostino, tu Ezia, tu Antonio, tu Liluna, tu Mohamy e tutti coloro che in questo momento mi stanno leggendo, sei esattamente dove la tua coscienza voleva essere.

Tutto è perfetto, voi siete perfetti, tutto ciò che è stato è esattamente ciò che doveva essere, voi siete ora dove è giusto che siate.

Se siete d’accordo con me che tutte le esperienze che avete passato facevano parte del vostro piano di vita spirituale, ora concorderete con me che nulla vi è da perdonare. Il vostro piano è stato perfetto e vi ha portato esattamente dove volevate essere oggi, in questo momento, nella perfezione di questo cambio d’era. Tutto è giusto, tutto è in magnifica evoluzione.

chiedete perché continuate a rimuginare, perché continuate a farvi condizionare, perché ancora soffrite, perché vi manca ciò che non avete avuto, perché è così difficile lasciare andare il passato?

Dice bene Ezia quando afferma: “Hai voglia di liberartene, ma è come una coperta che in qualche modo ti ripara dal “rischio” di vivere a pieno il presente.”

Infatti, inconsciamente utilizzate il vostro passato come scusa per non avere ottenuto, nel vostro presente, quello che il vostro ego aveva deciso per voi. Volevate essere dei presentatori televisivi? Colpa di mia mamma che mi ha umiliato. Volevate essere ricchi? Colpa di mio padre che, con il suo esempio, mi ha insegnato la povertà. E via discorrendo, in una sequenza di motivi per cui, per colpa del vostro passato, non riuscite ad essere e avere ciò che desideravate. Il vostro passato è un utile scudo per il vostro ego, vi protegge da delusioni e frustrazioni. Il passato vi toglie la responsabilità del presente. E più il vostro passato è disastroso, più motivi avete per essere protetti dalla vostra egoica convinzione di avere fallito. E il vostro ego si aggancia al vostro passato in modo spasmodico.

Vi ricordo che l’ego è un mezzo di trasporto al servizio del vostro spirito, non il contrario. Accettando il fatto che avete avuto un passato, e non siete quel passato, avete l’opportunità di conoscere chi siete voi e chi è il vostro spirito. Che cosa siete venuti a fare? Cosa volevate imparare? Quali emozioni, sensazioni volevate conoscere attraverso le vostre privazioni, i vostri traumi, i vostri fallimenti, le violenze subite. Il vostro passato vi ha definito come persone per poter superare la vostra condizione limitata ed essere ciò che siete.

Voi siete esattamente dove dovete essere, e il vostro destino è dentro il vostro quotidiano: come risolvete i problemi, come affrontate le delusioni, nelle vicissitudini più banali della vostra esistenza. Pensare che siete destinati a grandi cose, che dovete per forza essere quella persona, è un inganno del vostro ego, che attraverso la visione distorta del vostro passato, decide di volersi riscattare da tutte le privazioni e i dolori subiti. Non lasciatevi ingannare, è tutto più semplice. Voi siete nel vostro quotidiano ed è attraverso il quotidiano che costruite il futuro a cui spiritualmente siete destinati. E ciò a cui siete destinati è già oggi, nella vostra quotidianità.

È vero Agostino quello che dici: “le memorie sono anche di altri.” Ed è attraverso questi altri che avete scelto coscientemente il vostro passato, perché attraverso la privazione avete conosciuto la mancanza, e di conseguenza vi siete riconosciuti e avete imboccato la strada dell’eden.

Fare la meditazione sul perdono che vi abbiamo dato qualche mese fa è un mezzo molto utile per superare, abbandonare e perdonare il vostro passato. Il lavoro sulla matrice che vi daremo a fine mese sarà un altro mezzo per superare il vostro passato. Vi aggiungo un semplice esercizio che vi aiuterà moltissimo per crescere e andare oltre i limiti di quegli “altri” di cui parla agostino: i vostri avi e ciò che generazionalmente avete assimilato.

Questo esercizio va fatto tutte le volte che avete una emozione condizionante o una situazione ripetitiva. Per farvi capire facciamo finta che vi svegliate tutte le mattine con una forte angoscia che in apparenza non ha ragione di essere; oppure avete sempre lo stesso problema da anni, ad esempio faticate ad avere un lavoro che vi dia soddisfazione, oppure vi mancano sempre i soldi per finire il mese. È probabile che queste situazioni arrivino dai vostri antenati.

Chiudete gli occhi e chiedete ai maestri di aiutarvi in questo lavoro di consapevolezza. La frase potrebbe essere:

”io, (vostro nome) chiedo ai maestri di luce e a tutti coloro che nella luce mi possono sostenere, di aiutarmi in questo lavoro di consapevolezza. Ritirate questa emozione (di angoscia, di mancanza di soldi, ecc., siate molto precisi) fin dalla sua origine, fin dal primo antenato che l’ha provata”. Se non avete un’emozione precisa, se non la sapete definire, chiedete semplicemente: “ritirate l’emozione che sto provando in questo momento”.

È importante ora che ascoltiate da dove arriva questa emozione, dove la sentite? Nella bocca dello stomaco? Nelle ovaie? Sul terzo occhio? Insomma, definite in quale punto sentite questa emozione. Se non riuscite a sentirla in un punto specifico, allora posizionatela voi in qualunque parte del vostro corpo che istintivamente vi verrà in mente. Potrebbe succedervi di percepire l’emozione di fianco a voi, o sopra o sotto di voi, ma al difuori del perimetro del vostro corpo. Significa che ha intaccato la vostra aura e va bene che lavoriate in quel punto. Inoltre, è possibile che la volta dopo, pur lavorando sulla stessa emozione, la sentiate altrove. Non razionalizzate, seguite ciò che sentite e lavorate ogni volta dovunque la percepite.

Ora chiedete ai maestri:

“Amici, maestri di luce, ritirate questa emozione (o situazione) dalla prima volta che l’ho provata (vissuta) in questa vita e in tutte le vite, in questa linea temporale e in quelle parallele, su questa dimensione e in tutte le dimensioni. Ritirate inoltre questa emozione/ situazione (la stessa descritta sopra) dal primo avo che l’ha provata (vissuta), in questa vita e in tutte le vite, in questa linea temporale e in quelle parallele, su questa dimensione e in tutte le dimensioni”.

Visualizzate una linea o una corda che, dal punto che avete identificato nel vostro corpo o nella vostra aura, si allunga verso l’infinito, dove visualizzerete tutta una serie di persone: i vostri avi. Non è necessario che visualizzate perfettamente se avete difficoltà in tal senso, basterà che abbiate anche solo coscienza di quello che state facendo e cerchiate di sentire le sensazioni fisiche che questo lavoro vi potrà comunicare.

Visualizzate ora che tirate verso di voi questa corda che passa attraverso gli avi, e man mano che la tirate, questa corda si sgretola in una polvere dorata, o argentata, oppure bianca luminescente.

Fate questa meditazione tutte le volte che provate, pensate, sentite quella emozione forte o situazione di ripetitività. Fatela spesso, più volte al giorno. Fatela fino a quando vedrete che la corda si materializza tra le vostre mani, oppure fino a quando sentirete che è utile continuare. Non abbiate fretta, non c’è nessuna fretta. Tutto è perfetto così com’è. Il destino si compie oggi, in questo momento, nelle vostre difficoltà, nei vostri impedimenti, nelle vostre conquiste.

Vi auguro un buon lavoro meravigliose anime, attendo le vostre domande, le vostre condivisioni e i vostri commenti.

A presto dolci anime lunghe

Damiano

Meditazione disintegro linee del destino avverse ereditate.

Io, (vostro nome) chiedo ai maestri di luce e a tutti coloro che nella luce mi possono assistere, di aiutarmi in questo lavoro di consapevolezza. Ritirate questa emozione (definirla) fin dalla sua origine, fin dal primo avo che l’ha provata”.

“Amici, maestri di luce, ritirate questa emozione dalla prima volta che l’ho provata/vissuta, in questa vita e in tutte le vite, in questa linea temporale e in quelle parallele, su questa dimensione e in tutte le dimensioni. Ritirate inoltre questa emozione/situazione dal primo avo che l’ha provata/vissuta, in questa vita e in tutte le vite, in questa linea temporale e in quelle parallele, su questa dimensione e in tutte le dimensioni.

Ora visualizzate la corda che si sgretola tra le vostre mani e sparisce.

Finite ringraziando la luce, il grande spirito/Dio/Dea, e tutti gli esseri di luce che vi hanno aiutato in questo lavoro di consapevolezza.

5 pensieri su “Meditazione disintegro linee del destino avverse ereditate.”

  1. Ciao a tutti, va bene, il mio soffrire della mancata esperienza è la scusa per vivere a metà o meno addirittura, posso comorenderlo e sforzarmi, ma quando devo perdonare, lasciare andare mi è più difficile.
    Sono al momento giusto e al posto giusto? Se fosse cosi perché dovrei perdonare? Sono qui semza aver troppo perdonato, la vita mi ripropone persone e situazioni sgradevoli, mi sento spinta nel burrone propio da chi dovrei perdonare. Proverò a perdonare ma fatico, fatico a vedere sia oltre che i miei limiti. Sarò all’altezza di tutto ciò? La fiducia in me non abbonda.
    Grazie ancora a tutti.
    Marisa.

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