L’accoglienza come atto creativo
Approfondimento del reel di
Luca Clun – L’arte di far accadere le cose:
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Dio è un grande Sì.
Non un sì cieco, ma un sì amorevole. Un sì che accoglie ogni richiesta, ogni vibrazione, ogni scelta che nasce da noi. La vita, come estensione di questa coscienza divina, si muove con la stessa logica: non impone, ma risponde. Non decide, ma riflette.
Se Dio è un grande Sì, allora noi – che siamo fatti della sua stessa sostanza – siamo dotati dello stesso potere: quello di dire sì o no a ciò che entra nella nostra esistenza.
Ogni esperienza che decidiamo di accogliere si trasforma in una stella del nostro cielo interiore. Non importa se è dolorosa o gioiosa: se la accogliamo, le diamo potere. Le diciamo: “Sì, fai parte di me”. E così quella emozione pulsa, ritorna, si rafforza.
La vita ci presenta infinite possibilità. Ma solo quelle a cui diciamo sì prendono forma. Accogliere è un atto creativo: è così che tracciamo i contorni della nostra realtà. Ogni volta che accettiamo qualcosa – anche inconsciamente – stiamo dicendo all’universo: “Va bene così, ne voglio ancora.”
Qui nasce una distinzione sottile ma cruciale: accogliere non significa subire.
Se permettiamo a qualcuno di trattarci con mancanza di rispetto, se lasciamo che abusino della nostra pazienza, del nostro silenzio, del nostro amore, stiamo – in fondo – accettando quel tipo di energia nella nostra vita. Anche quando diciamo: “non voglio questo”, ma continuiamo a permetterlo, stiamo dicendo sì con le nostre azioni.
Dio non corregge, non giudica, non punisce. Risponde.
E se noi manteniamo attive situazioni, relazioni e contesti che ci tengono bloccati nell’autosvalutazione, la vita – che è fatta della stessa intelligenza divina – continuerà a rimandarceli.
Dire no è spesso visto come un rifiuto, ma in verità è un atto d’amore verso noi stessi.
Quando iniziamo a dire no a ciò che ci ferisce, a ciò che ci svaluta, stiamo onorando il nostro nucleo più profondo. Il nostro vero sé. E in quel no c’è già un sì più grande: il sì a una vita più allineata, più sana, più vera.
Ogni porta chiusa con consapevolezza è un’altra porta che si apre altrove.
Ognuno di noi ha in mano uno scettro invisibile.
Non per dominare, ma per governare la propria realtà interiore ed esterna. Siamo stati educati spesso a credere di dover subire, adattarci, compiacere. Ma la verità è che ogni giorno, ogni scelta, ogni emozione accolta o rifiutata è una decisione che modifica la nostra traiettoria.
Riprendere lo scettro significa riconoscere il proprio potere creativo. Significa sapere che possiamo dire sì a ciò che ci eleva, e no a ciò che ci toglie luce. E che questo non è egoismo, ma responsabilità spirituale.
La vita è una danza tra sì e no. E Dio, come un immenso specchio cosmico, rispetta ogni nostro passo.
Se diciamo sì alla paura, essa cresce. Se diciamo sì alla fiducia, essa si manifesta. Se diciamo no alla svalutazione, creiamo spazio per l’amore.
La qualità della nostra esistenza non dipende solo da ciò che accade, ma da ciò che permettiamo.
Alla fine, il cielo che abitiamo dentro è fatto delle stelle che abbiamo acceso con le nostre scelte.
E tu, oggi, a cosa vuoi dire sì?

Ciao
Leggo e rileggo questo scritto ed ogni volta sento che porta sempre più luce e chiarezza nel cuore , richiama a sé coraggio e fede..Mi apre un mondo dentro.Grazie H grazie D .. ..enormemente …ci sono …Un abbraccio fortissimo